Grafica per la cultura europea

Grafica per la cultura europea

  • 22 luglio 2013
editorFrancesco Galli

Ogni anno l’Unione europea designa una città che per 365 giorni viene dichiarata Capitale europea della cultura. Un riconoscimento importante che permette alla città prescelta di avere una grande visibilità internazionale e un grande impatto turistico e socio-economico su tutto il territorio circostante.

L’iniziativa nacque nel 1985 ad opera dell’allora Ministro greco della Cultura Melina Mercouri che la propose al Consiglio dei ministri europeo.

L’Unione europea garantisce un contributo finanziario che ammonta ad oltre 1,5 milioni di euro ed è logico quindi che si scateni una competizione tra le città per accaparrarsi l’ambito titolo.

I criteri di selezione sono abbastanza rigidi e contemplano anche fasi di monitoraggio e valutazione. Il programma proposto da una città candidata deve soddisfare fondamentalmente due parametri: la dimensione europea e la città e i cittadini.

Il programma deve rafforzare la cooperazione fra gli operatori culturali, gli artisti e le città degli Stati membri interessati e deve far emergere la ricchezza della diversità culturale in Europa e mettere in evidenza gli aspetti comuni delle culture europee.

Il programma, inoltre, deve incoraggiare la partecipazione dei cittadini residenti nella città e nei dintorni, suscitare interesse, deve avere un carattere duraturo ed essere parte integrante dello sviluppo culturale e sociale a lungo termine della città.

Visto il successo di questa iniziativa e il crescente numero di Paesi aderenti alla Comunità europea, dal 2000 il titolo di Capitale europea della cultura è stato esteso a 2 città all’anno in Stati diversi.

L’Italia ha già avuto tre capitali europee della cultura: Firenze (1986), Bologna (2000) e Genova (2004). Nel 2019 sarà nuovamente il nostro turno insieme alla Bulgaria.


AquilaVenezia NordestUrbinoSienaRavennaPalermoMateraBergamoPerugia e AssisiTorino

Da quando l’Europa ha reso nota l’assegnazione all’Italia, una ventina di città hanno pensato di candidarsi: Amalfi, Bari, Bergamo, Brindisi, Carbonia, Caserta, Catanzaro, L’Aquila, Lecce, Mantova, Matera, Palermo, Perugia e Assisi, Pisa, Ravenna, Siena, Siracusa, Torino e provincia), Urbino e Venezia e il Triveneto.

Col passare del tempo il numero si è ridotto e, ad oggi, le candidature più credibili sembrano essere meno della metà. Entro il 20 Settembre 2013 si dovrà presentare la candidatura ufficiale, nel primo semestre del 2014 si avrà il responso dell’apposita Commissione Esaminatrice e la successiva assegnazione ufficiale.

Nel frattempo la macchina organizzativa è partita e, come accade per i grandi eventi sportivi, molte città hanno già realizzato loghi e campagne promozionali e mediatiche per sostenere la candidatura.

In particolare si segnalano Venezia e il Triveneto, Matera, Palermo, Ravenna, Urbino e Perugia che hanno già una immagine strutturata e siti internet molto attivi, mentre Siena sembra risentire dei guai connessi alle vicenda politico-economiche della città, mentre L’Aquila e Torino sembrano ancora indietro con la comunicazione.


Dal punto di vista strettamente grafico il logo di Matera è stato selezionato tramite la piattaforma www.bootb.com che raggruppa al suo interno una comunità di oltre 34mila grafici e creativi di ogni provenienza geografica. La proposta vincitrice è risultata quella di un gruppo di imprese toscane, con capofila Contesta. Il logo ricorda i disegni delle grotte scavate nel tufo e si lega quindi molto bene alla storia millenaria della città dei Sassi.

Il logo presentato ufficialmente lo scorso gennaio da Palermo rappresenta un mosaico, con evidenti influenze arabesche, con i 4 mandamenti del centro storico il cui centro è la piazza Vigliena. Ad aggiudicarsi il concorso indetto dal Comune è stato l’architetto palermitano Leonardo Artale.

Urbino ha attivato un proprio canale Youtube sul quale è possibile vedere una presentazione video con la descrizione del logo che è stato commissionato direttamente dalla Regione Marche a Omnia Comunicazione di Fano e rappresenta una spirale a sezione aurea, un vortice contenente all’interno figure geometriche, triangoli che si intrecciano e sovrappongono in un progressivo aumento di dimensioni e scambio di colori.


Bergamo ha affidato a Bruno Bozzetto la realizzzaione di un brevissimo video animato con sette lettere in fila che scrivono la parola “B-e-r-g-a-m-o”, e un omino dal passo flessuoso e deciso che si trasforma nella bandiera della torre.


A scombinare un po’ le carte in tavola è arrivato proprio in questi giorni il Progetto Italia 2019, lanciato dall’Associazione delle Città d’Arte e Cultura, per abbattere i confini tra le (troppe?) candidature. In pratica viene proposta la realizzazione, tramite apposito concorso, di un un progetto di un marchio-logotipo che dovrà rappresentare l’insieme delle Città che si candidano a Capitale Europea della Cultura nel 2019.
Il concorso è riservato a giovani di età fino a 30 anni residenti nelle città di Bergamo, Ravenna, Perugia, Siena, L’Aquila, Matera e Palermo.

“Italia 2019″ – ha detto Ledo Prato, Segretario generale dell’Associazione – “può essere una occasione per mettere da parte le logiche di campanile e presentarci in Europa con un Progetto Paese, fino a presentare l’Italia come Capitale Europea della Cultura per il 2019″.

Ma era proprio necessario creare questa sorta di super-logo? Stranezze italiche che hanno il sapore amaro del compromesso politico.

freccia Scarica il bando CIDAC

Deadline: 30 settembre 2013








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